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Disinfestazione e lotta alle mosche


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La sanificazione dell’ambiente rappresenta lafase più importante nel controllo delle infestazioni da mosche.

Sanificazione significa rimozione della sostanza organica utilizzata comealimento dalle larve delle mosche, e come luogo di deposizione delle uova dallefemmine. Vi sono aree in cui è più semplice attuare questa pratica, ad esempionelle aree residenziali ove è attivo un servizio di raccolta dei rifiuti, e lemosche possono riprodursi solo in ambiti individuabili ed eliminabili. In altresituazioni l’allontanamento della sostanza organica è assai problematico, sipensi ad esempio ai grandi allevamenti industriali o ad alcune tipologie distabilimenti dell’industria alimentare.

Si consideri inoltre che una sanificazione per essere efficace nel controllodelle mosche dovrebbe prevedere la rimozione dei rifiuti organici due voltealla settimana. Inoltre i contenitori del rifiuto organico umido dovrebberoessere progettati per impedire l’entrata delle mosche al loro interno.


Lotta alla mosca

Perché la mosca è così difficile da combattere?

  1. Le mosche hanno la possibilità di reperire un enorme numero di luoghi idonei alla ovodeposizione ed allo sviluppo delle larve.

  2. L'elevata velocità riproduttiva consente alle mosche di sviluppare numerose generazioni, in particolare nei mesi più caldi le generazioni possono accavallarsi e nel luogo infestato si ritrovano simultaneamente uova, larve, pupe e mosche adulte.

  3. La creazione di concentrazioni produttive, in particolare raggruppamenti di allevamenti industriali, ha condotto alla concentrazione di quantità enormi di deiezioni animali il cui trattamento o smaltimento può avvenire solo in momenti ben precisi.

  4. Infine si consideri che il disinfestatore è contattato quando l’elevato sviluppo delle mosche ha già portato ad una situazione di infestazione, più o meno grave.

A questo punto le operazioni possibili sono:

  • Esecuzione di trattamenti adulticidi abbattenti per limitare, temporaneamente, i disagi creati dall’infestazione.

  • Ricerca di siti di sviluppo (accumulo di deiezioni, di rifiuti, di sostanza organica marcescente) e verifica della possibilità di procedere ad interventi di rimozione, trasformazione (ad es. disidratazione), di esecuzione di trattamenti antilarvali con specifici prodotti in grado di arrestare lo sviluppo delle larve.

  • Verifica della possibilità di migliorare, o attivare per la prima volta, le azioni di cattura/esclusione mediante reti di protezione, porte ad aria, trappole luminose a pannelli collanti. Queste azioni sono solitamente utili per ristoranti, centri cottura, macelli, caseifici, industrie alimentari, ipermercati.

  • Infine, esecuzione di interventi insetticidi adulticidi ad azione residuale sulle superfici più frequentate dalle mosche



Suggerimenti operativi:

Porte ad aria e mosche: si tratta di particolariventilatori collocati sopra all’apertura da proteggere, in grado di dirigere unflusso d’aria compatto verso il basso e verso l’esterno dell’edificio.

L’intensità e l’inclinazione del flusso devono essere tarati in modo tale darigettare gli insetti in volo che cercano di entrare attraverso l’apertura.Attenzione se si collocano ventilatori in prossimità di derrate fresche vi è lapossibilità che queste subiscano una parziale disidratazione.

Trappole luminose a luce UV: molte specie di mosche sonoattive durante il giorno (in presenza di luce solare) e, una volta entrateall’interno di un edificio, sono attirate dalla luce solare che passaattraverso le finestre.

Da questa osservazione si è compreso che è possibile attirare le moschericorrendo a lampade in grado emettere luce dotata di particolari lunghezzed’onda. Queste possono rappresentare una via di mezzo tra uno strumento dicontrollo ed uno strumento di monitoraggio.

La  maggior parte degli insuccessi nell’impiegodelle trappole a luce per le mosche e gli insetti in generale derivadall’utilizzo di:

  • un numero insufficiente di lampade;

  • lampade non correttamente posizionate;

  • lampade la cui sorgente luminosa (neon) ha terminato la propria vita utile (definita dal costruttore).

Il posizionamento delle lampade deve essere attuato dopo aver studiato lastruttura dell’edificio ed aver determinato la via seguita dalle mosche perentrare e muoversi all’interno dell’edificio. Le trappole luminose dovrebberoessere installate sufficientemente lontane dalle aperture (porte, finestre) pernon essere visibili dall’esterno e non costituire un punto di richiamo. Altempo stesso dovrebbero intercettare le mosche prima che queste possanoraggiungere le parti più interne dell’edificio. Altezza ottimale diinstallazione: circa 1,5 metri dal pavimento. Altezze più elevate portanosolitamente alla preponderante cattura di insetti volatori notturni.

Una ulteriore precisazione, per spiegare il verificarsi di catture discontinuedelle mosche presenti all’interno di un edificio, risiede nella constatazioneche la mosca alterna, nelle ore di attività, dei brevi periodi in cui èattratta dalla luce a altri periodi in cui vola o cammina in zone lontane dallasorgente luminosa. Ciò spiega perché alcune mosche vengono catturate dopo pocol’attivazione della lampada ed altre dopo numerose ore.

Applicazione di insetticidi ad azione residuale: questointervento dovrebbe essere eseguito dopo aver indagato su quali sono lesuperfici dello stabile in oggetto che forniscono principale alloggio allemosche durante la notte. In questi luoghi il contatto tra insetto edinsetticida ha maggiore probabilità di essere sufficientemente lungo.