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Disinfestazione da ratti e topi


Le pagine seguenti non hanno lo scopo di fornire indicazionicirca la biologia o l’etologia dei roditori nocivi quanto piuttosto presentarealcune informazioni circa le caratteristiche dei prodotti rodenticidi piùutilizzati e le modalità d’impiego utili per un efficace e sicuro controllo(derattizzazione) della popolazione di ratti o topi infestanti.

Premessa alla disinfestazione da topi e ratti : l’utilizzo delle esche rodenticide può essere considerato come uno strumento utile per una rapida riduzione della popolazione dei roditori infestanti, ma non come soluzione definitiva dell’infestazione.

Per una soluzione duratura del problema è necessario ricercare ed eliminare dall’area i fattori ambientali che favoriscono l’infestazione stessa (disponibilità di acqua, di alimenti ricoveri o luoghi idonei allo scavo delle tane). Pertanto l’individuazione dei luoghi ove i roditori trovano cibo e rifugio costituisce sempre e comunque la base di partenza per tutte le azioni di lotta.

Scelta dei rodenticidi :

Rodenticidi non anticoagulanti o “acuti”:

Oggigiorno la grande maggioranza dei prodotti disponibili in commercio contengono come principio attivo un anticoagulante.

Gli anticoagulanti si dividono in sostanze di prima generazione (a dose multipla) e di seconda generazione (a dose singola).

I prodotti della seconda generazione, più potenti, sono stati sviluppati per superare i problemi di resistenza subentrati a seguito dell’uso prolungato dei prodotti di prima generazione. Alla prima generazione appartengono warfarin, coumatetralyl e clorofacinone. Solitamente i ratti ingeriscono una dose letale quando si alimentano con esche contenenti queste sostanze per 2 o più giorni.I composti della seconda generazione includono difenacoum, bromadiolone, brodifacoum e flocoumafen. Questi possono risultare letali dopo un’unica ingestione sebbene i sintomi dell’avvelenamento non compaiano prima dei 2 o più giorni.

In realtà sono stati osservati casi di sviluppo di resistenza anche nei confronti degli anticoagulanti di seconda generazione. Osservazioni e studi condotti nel Regno Unito indicano che brodifacoum e flocoumafen si possono considerare ancora pienamente efficaci.


Rodenticidi non anticoagulanti o “acuti”:

Nel caso si debba intervenire in aree ove si sospetta la presenza di resistenza agli anticoagulanti era un tempo possibile avvalersi di rodenticidi caratterizzati da meccanismi d’azione differenti da quelli utilizzati dagli anticoagulanti.

Attualmente questa possibilità non è contemplata.

 

Esecuzione del trattamento di derattizzazione

E’ oramai consolidato il riscorso alle basi di adescamento (di sicurezza enon) per impedire la dispersione dell’esca rodenticida, per verificarne conprecisione il consumo e impedire che venga rovinata dal contatto con l’acqua,sporco, eccetera. Ciò nonostante è opportuno considerare che anche la base diadescamento si pone, per i roditori, come un oggetto nuovo, estraneoall’ambiente che topi e ratti avevano imparato a conoscere.

  • Può pertanto essere utile collocare le basi di adescamento vuote alcuni giorni prima di collocarvi il rodenticida. In questo modo, quando i roditori vi entreranno, non solo per curiosità ma attirati dall’esca, riterranno le basi di adescamento un luogo sicuro in cui è possibile consumare la sostanza alimentare presente.

Non è possibile fornire indicazioni univoche circa il numero di postazioniche devono essere attivate nell’area infestata. Indicativamente in un edificioinfestato si collocano 2-3 postazioni ogni 100 metri quadrati. Particolariconformazioni degli edifici possono rendere questa indicazione del tuttoinapplicabile.

E’ opportuno che i dispensatori di esca non vengano collocati nelleimmediate vicinanze della fonte di alimento già utilizzata dai roditori malungo i probabili itinerari tra fonte di alimento, tane e luoghi diapprovvigionamento dell’acqua.

Per quanto concerne la quantità di esca da collocarsi, è bene che questa siamaggiore se si utilizzano anticoagulanti della prima generazione (100 - 200grammi) e minore (50 - 150 grammi) con l’utilizzo di anticoagulanti dellaseconda generazione.

Per una corretta impostazione del trattamento bisogna dotarsi di:

  • Una mappa del sito che riporti tutti i punti di adescamento attivati;

  • Nome del formulato rodenticida e indicazione del principio attivo contenuto;

  • Scheda per la registrazione delle date di intervento, delle quantità di esche utilizzate

    e dei consumi rilevati.

  • Infine una nota riepilogativa dovrebbe riassumere l’andamento dell’intervento.

Le ispezioni possono essere inizialmente condotte ogni 3-4 giorni per poidiminuire di frequenza quando inizia a diminuire il consumo delle esche.Solitamente i tempi richiesti per eseguire una efficace derattizzazione sono di2-3 settimane ma non di rado ne possono essere necessarie anche cinque.


Problemi osservati durante l’esecuzione degli interventi:


A volte i trattamenti possono condurre a risultati mediocri o al totalefallimento.

I due segnali più evidenti della non riuscita dell’intervento sono:

  1. non assunzione dell’esca;

  2. continuo asporto dell’esca senza che si riduca la presenza dei roditori.

Mancata Assunzione Esca (primo caso):

  1. Errore nella collocazione delle esche ;

  2. Neofobia ;

  3. Formulazione dell’esca non attrattiva.

Asporto dell'Esca (secondo caso):

  1. Spostamento delle esche da parte di ratti che le accumulano in altri luoghi senza mangiarle ;

  2. Interferenze con animali non target ;

  3. Reinfestazione continua ;

  4. Presenza di individui resistenti ;

 

Note sintetiche per una esecuzione sicura dei servizi di derattizzazione :

DERATTIZZAZIONE SICURA:

  1. Un attento esame del sito infestato prima dell’inizio degli interventi è la chiave essenziale per il successo dell’operazione, deve essere eseguita prima di utilizzare un qualsivoglia derattizzante.

  2. Quando si prevede l’utilizzo di esche a base di brodifacoum (FACORAT, ZAGOR) o di flocoumafen (STORM SECURE , MURDEX) devono essere prese particolari precauzioni (data la tossicità dei due anticoagulanti nei confronti di animali non bersaglio: ad es. i cani) circa i luoghi ove topi/ratti vivono e si alimentano.

  3. E’ opportuno disegnare una semplice mappa o una lista delle aree particolarmente soggette al problema, questi documenti devono poi essere archiviati e conservati nel tempo.

  4. Prima di procedere alla derattizzazione deve essere posta particolare cura, all’esterno degli ambienti, alla rimozione dei rifiuti (di vario genere), della vegetazione e di altro materiale che fornisce riparo e protezione a topi e ratti che si avvicinano agli edifici infestati.

  5. Prima dell’intervento, all’interno degli edifici, è opportuno non pulire o mettere in ordine gli ambienti, ciò disturba la popolazione dei roditori e può ridurre l’accettabilità delle esche.

  6. Il più velocemente possibile, prima dell’intervento, è necessario rimuovere o rendere inaccessibile ogni possibile fonte di alimento.

  7. Coloro che vivono nell’area in cui si svolgerà l’intervento di derattizzazione devono essere avvisati PRIMA che l’intervento abbia inizio.

  8. In particolare devono essere fornite indicazioni circa: 

    • Le norme generali di sicurezza da tenersi nell’area sottoposta a derattizzazione.

    • Le azioni da intraprendersi in caso di “incidente”: contatto con le esche, ingestione di esche , eccetera.

    • Le azioni da intraprendersi nel caso di rinvenimento di esche fuoriuscite dai contenitori, o di roditori morti.

    • L’esatta ubicazione dei punti di adescamento attivati (fornire una piantina in cui tali punti sono evidenziati), comunicare la quantità iniziale di esche deposte all’interno dei contenitori.

Le note sono state liberamente tratte da:“Guidelines for the safe use of AnticoagulantRodenticides by professional users”,

a cura della British Pest Control Association 2001.